Negli anni ’80, quando gli aspiranti chitarristi cercavano una scuola alla quale iscriversi, qualche difficoltà ce l’avevano, soprattutto dalle nostre parti. Gli insegnanti c’erano, si. Ma si viveva,sostanzialmente, in un’epoca in cui la chitarra stava cambiando radicalmente pelle: non dimentichiamo che l’anno della vera svolta fu il 1978, grazie alla prima release discografica di Eddie Van Halen.

All’inizio di quella decade, dunque, quando si riversarono tra gli scaffali dei negozi di dischi i primi album dei cosiddetti shredders neoclassici (Yngwie Malmsteen, Tony McAlpine, Vinnie Moore, Joey Tafolla, Paul Gilbert) la chitarra divenne davvero qualcosa di molto diverso da ciò che aveva rappresentato fino a quel momento e si orientò, abbastanza stabilmente, verso la direzione del virtuosismo e della velocità pura. Erano anche gli anni in cui noi altri cominciammo a studiare la chitarra presso una scuola, presso un Maestro.

Si peregrinava alla ricerca dell’insegnante giusto per mesi, ma in realtà la scelta non era affatto così variegata e molte opzioni disattendevano quelle che erano le aspettative dei ragazzi. Questo perchè per lo più ci improvvisava maestri, specie in ordine alla Chitarra Moderna. A volte un qualche ‘Maestro’ aveva una preparazione di tipo accademico.

Ma non avevamo, ahinoi, chitarristi americani emigrati in Italia, pronti ad insegnare la chitarra agli italiani. Sarebbe stato fantastico avere un Randy Rhoads come insegnante. C’erano chitarristi vecchia scuola, quando non chitarristi classici, che venivano da un background anni ’60-’70, le decadi della loro gioventù, ed avevano ingurgitato grandi quantità di pane ed Hendrix, pane e Blackmore, pane e Clapton. Il massimo del loro chitarrismo si incentrava su questo.

I ragazzi degli anni ’80, invece, cominciavano e desiderare di suonare in un modo decisamente più attuale e già imparare qualche brano dei Van Halen poteva rappresentare una velleità proibitiva. Oggi le cose sono radicalmente diverse poiché lo studente di chitarra è spesso assai più esigente e desidera specializzarsi nelle tecniche più contemporanee. Questo comporta uno stare al passo coi tempi anche per l’insegnante, che non può permettersi di battere la fiacca sull’aspetto aggiornamento. Cambia il trend, cambiano i meccanismi. E chi si ferma è perduto.